Origanun majorana L.

Conosciuta come maggiorana e trovata in ogni cucina italiana, l’Origanun majorana riceve anche altri nomi a seconda di dove si trova. Vediamo un po’…

Nomi della maggiorana in diversi paesi

maggiorana (Italia), mangerona (Brasil)

Nomi locali della maggiorana nelle regioni italiane

persa, mezulana (Liguria), magiolana (Piemonte), mazoerana, segarzoela (Lombardia), mazurana (Veneto), mesorana (Emilia-Romagna), majorana, persia bianca (Toscana), persichino (Marche), persa (Lazio), maiorana (Abruzzo), arigano, fauzien (Puglia), rigano, rijenu, arianu (Sicilia), ammeirana, prensa (Sardegna)

Famiglia

Lamiaceae (Labiatae)

La maggiorana fu introdotta in Europa nel Medievo ed era ricercata dalle dame per mazzolini di fiori, per sacchetti odorosi e per profumare l'acqua del bagno.

Proprietà medicinali della maggiorana

Aromatizzanti, digestive, antiespasmodiche, antinevralgiche, sedative

La maggiorana detiene un posto di rilievo fra le droghe usate come condimento nella cucina rivierasca e mediterranea. Essa è inoltre impiegata in molti liquori, nella preparazione industriale di conserve e alimenti, in profumeria.

Le sue originali caratteristiche aromatiche si assommano alle proprietà di stimolare la secrezione dei succhi gastrici e risvegliare l’appetito; sul tratto intestinale la maggiorana agisce normalizzando i processi digestivi, bloccando le fermentazioni, attenuando le contrazioni dolorose. Per le sue caratteristiche sedative, la maggiorana è utile, come bevanda di conforto, per tutte le forme dolorose intestinali, le nevralgie, il mal di testa; ha proprietà espettoranti e leggermente diuretiche.

Per uso esterno, in suffumigi e inalazioni, è un buon rimedio sintomatico dei raffreddori, poiché contribuisce a liberare dal muco la cavità nasale.

Parte della maggiorana usata con finalità medicinale (“la droga”)

Le sommità fiorite.

Uso interno della maggiorana

le foglie e sommità fiorite

Per la digestione difficile, i dolori addominali, le nevralgie, il raffreddore e la tosse.

  • infuso
  • tintura
  • tintura vinosa

Uso esterno della maggiorana

le foglie e sommità fiorite

Per nevralgie e dolori reumatici

  • infuso

Principi ativi della maggiorana

olio essenziale (terpineolo, canfene, borneolo), acido rosmarinico, sali minerali.

Dove si trova la maggiorana?

È originaria dell’Asia centrale e dell’Africa settentrionale; è coltivata abbondantemente da lungo tempo e qua e là è divenuta subspontanea.

Quando si raccoglie la maggiorana?

Le sommità fiorite della maggiorana si raccolgono da luglio a settembre (in Italia) recidendo la pianta a 10-15 cm da terra ed evitando la porzione basale lignificata.

Come si conserva la maggiorana a casa

Le sommità della maggiorana si riuniscono in mazzi e si appendono a seccare in luogo aerato all’ombra; si conservano in recipienti di vetro o porcellana.

Come riconoscere la maggiorana?

Portamento della maggiorana

È una pianta perenne con la porzione basale lignificata e quella superiore erbacea; i fusti, ampiamente ramificati e alti fino a 50 cm, hanno sezione quadrata, all’inizio sono verde cenere per una abbondante tomentosità e col tempo diventano glabri.

Come sono le foglie della maggiorana?

Le foglie della maggiorana sono opposte, hanno un corto picciolo, il lembo è ovale-oblungo e si restringe alla base nel picciolo, l’apice è arrotondato; il margine è intero, la superficie è bianca per la presenza di un feltro di peli che nelle foglie vecchie sparisce.

Come sono i fiori della maggiorana?

L’infiorescenza è una pannocchia composta da numerose spighette inserite all’ascella delle foglie superiori. Sulle spighette sono inseriti i fiori, più o meno sessili, protetti ciascuno da una brattea ovale che li ricopre per buona parte; i fiori hanno il calice tubulare terminato da un solo labbro e inciso inferiormente fin quasi alla base; la corolla è tubulare e bilabiata alla fauce: il labbro superiore è intero o quasi, quello inferiore è diviso in tre lobi acuti; il colore è bianco o rosato.

La maggiorana ha frutti?

Il frutto della maggiorana è formato da quattro acheni racchiusi nel fondo del calice persistente; questi sono allungato-ovali e di colore prima giallo , poi bruno.

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